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Secondo l’Ufficio economico di Cgil per l’Italia ci vorranno 13 anni per recuperare il Pil del 2007 e 63 per raggiungere lo stesso livello occupazionale. Si tratta di una simulazione sulla base dei dati Istat. Dallo studio della Cgil emerge che il livello del Pil pre-crisi verrebbe recuperato nel 2026 (in 13 anni dal 2013): il tempo necessario per colmare il gap di 112 miliardi tra il Pil del 2014 (1.380 miliardi) e del 2007 (1.492 miliardi). Il livello dell'occupazione, invece, soltanto nel 2076 (in 63 anni dal 2013), per tornare cioè alle 25.026.400 unità di lavoro standard nel 2007 dalle 23.531.949 del 2014 (-1.494.451 la differenza). Non si recupererà mai invece il livello dei salari reali: «in confronto con l'inflazione effettiva, cioè il deflatore dei consumi, la variazione è negativa nel 2014», spiega lo studio. Infine il livello di produttività verrebbe recuperato nel 2017 (in 4 anni dal 2013) e il livello degli investimenti nel 2024 (11 anni dopo il 2013). Senza una svolta radicale potrebbe invece andare molto peggio, visto che la simulazione della Cgil parte assumendo che dal 2014 il Pil crescerà ad una media dello 0,7% annuo.
RispondiEliminaUna analisi cervellottica e senza senso circa l'occupazione.Capirai se possiamo ipotizzare quanto avverrà fra 20 anni del pil...Non si può far simulazioni statiche in economia,per sua natura sempre soggetta a condizioni mutevoli,ne non facilmente ipotizzabili.Inoltre è chiaro cher non si può certo andar avanti in queste condizioni e ipotizzarle per 20 o 50 anni non ha senso.
EliminaBasterebbe un crollo del dollaro,una bolla dei derivati, o uscire dall'euro e tutto cambierebbe.Uno studio inutile,più che altro.
Certo che si.
Eliminaè indispensabile portare avanti una legge di iniziativa popolare per la modifica dell'art. 75 della Costituzione, introducendo l' OBBLIGO del referendum popolare per la ratitifica di trattati internazionali che limitino in qualsiasi modo la sovranità nazionale
RispondiEliminaPurtroppo,pir comprendendo la bontà di tale iniziativa,abbiamo esperienza negativa di leggi costituzionali di inaziativa popolare.
RispondiEliminavanno presentate di norma al Senato che non ha nessun obbligo temporale per esaminarle.Di solito hanno i cassetti pieni.Ricordo anche ,credo un paio d'anni fa, che lo stesso Grillo,che aveva raccolto le firme e presentata (ora non ricordo l'argomento), dopo quattro anni andò al senato a riprendersela.E' molto difficile che passi,questi cialtroni non vogliono che il popolo interferisca,non a caso non è ammesso il referendum propositivo...
Comunque sia, se ci fai avere materiale lo pubblicheremo su vari gruppi FB.
..scusate, posso fare una domanda?..ma come si fa a portare in politica queste idee?perche' e' li che si decide..
RispondiEliminaAlessandra
è alquanto difficile non tanto portarle,ma farle approvare,e parlo attraverso partiti dell'opposizione....il popolo poi in pratica,non ha a disposizione nessun strumento veramente risolutivo,mancando in K. il referendum propositivo,non può proporre leggi ma solo abrogarle.per questo può raccogliere le firme (ma anche qui,senza l'aiuto dei partiti difficilmente ci riuscirà,sempre che poi la corte lo ammetta).Per le leggi di iniziativa popolare,vedi commenti più sopra.
RispondiEliminaQuesta tanto decantata kostituzione,non dà in pratica nessun potere al popolo,nemmeno la revoca del mandato per chi ha votato e ha cambiato parte.
prova di scrittura
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